lunedì 9 luglio 2012

Eolico: Decreto Rinnovabili non soddisfa le attese di ANEV


Innova Energie Rinnovabili, Cagliari
Non piace ad ANEV, l'associazione nazionale dell'eolico, il decreto sulle rinnovabili elettriche in fase di emanazione oggi. L’associazione sottolinea con rammarico che il tanto atteso decreto “non consenta in alcun modo di raggiungere gli obiettivi della Direttiva Rinnovabili” di cui dovrebbe essere provvedimento attuativo.
“Stupisce che, proprio oggi che la AIE - Agenzia internazionale dell’energia, ha presentato i dati del rapporto “Medium Term Renwable Energy Market Report 2012”, che preannuncia un futuro roseo per le energie rinnovabili in Europa e nel Mondo con una crescita nei prossimi 5 anni del 40% della produzione fino a raggiungere quasi 6.400 TWh di cui l’eolico è considerata fonte rinnovabile principe, l’Italia emanerà un Decreto sulle Rinnovabili che introdurrà delle restrizioni allo sviluppo del settore eolico” dichiara Simone Togni, Presidente dell’ANEV.

“Il periodo transitorio nel passaggio dal vecchio al nuovo regime di incentivazione è troppo breve, non consentendo di recuperare neanche il ritardo accumulato per l’emanazione e non permettendo che gli imprenditori italiani, già provati da questo lungo periodo di incertezza e agonia, si adeguino alla situazione”.

Il mese scorso l’Esecutivo comunitario, in una missiva dei servizi del Commissario europeo energia Guenter Oettinger, aveva già ammonito le istituzioni italiane, dichiarando che la nuova legislazione sulle energie rinnovabili è inadeguata.

L’ANEV segnala da mesi alle istituzioni l’inadeguatezza delle norme introdotte dal Decreto sulle Rinnovabili che, già dalle bozze circolate fino a oggi, si preannunciava deleterio per l’intera categoria. Gli imprenditori italiani, che hanno chiesto fino a oggi trasparenza e certezza della normativa, dovranno pagare oltre ai costi provenienti dalla farraginosità delle burocrazia l’introduzione di meccanismi come quello delle aste e dei registi.

Oltre al danno - scrive ANEV - si aggiunge la beffa del fatto che le proposte avanzate dall’ANEV avrebbero consentito di raggiungere il medesimo risultato del provvedimento in via di emanazione, addirittura con un minor costo complessivo per il Paese ma senza penalizzare gli imprenditori e le decine di migliaia di lavoratori che l’industria eolica italiana ha sviluppato in 15 anni e che oggi sono in grave pericolo....continua a leggere

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